A quasi un anno dall’adozione del Piano Urbanistico Comunale di San Vito, il territorio resta bloccato in una fase di incertezza che rischia di produrre effetti pesanti su agricoltori e allevatori. È quanto denuncia Coldiretti Cagliari in una lettera inviata ai consiglieri del Consiglio comunale, firmata dal presidente Giorgio Demurtas e dal direttore Giuseppe Casu, con la richiesta di annullare la delibera di approvazione del PUC e avviare un nuovo percorso di programmazione realmente condiviso.
Secondo l’organizzazione agricola, l’elevatissimo numero di osservazioni presentate – 182, molte delle quali riguardano la trasformazione delle zone agricole E in zone H a protezione totale – è il segnale evidente di un piano non percepito come strumento di sviluppo, ma come vincolo.
Una situazione aggravata dal fatto che, nel periodo di esame tecnico delle osservazioni, diventano esecutive le norme di salvaguardia che sospendono le istanze incompatibili con il piano adottato, applicando le norme più restrittive tra vecchio e nuovo PUC e congelando di fatto un intero territorio.
Il rischio concreto è che aziende agricole e zootecniche vengano escluse da importanti opportunità di finanziamenti pubblici, oggi disponibili per la realizzazione di bacini idrici, laghetti collinari e opere di accumulo dell’acqua a servizio dell’irrigazione, della zootecnia e della prevenzione degli incendi, ma anche misure di prossima attivazione per stimolare ammodernamento aziendale e creazione agriturismi. Opportunità di cui potranno beneficiare altri territori della Sardegna, ma non San Vito, se la situazione resterà immutata.
“Un numero così alto di osservazioni non nasce per caso: indica chiaramente che il PUC non è stato vissuto come un progetto di crescita del territorio, ma come un’imposizione calata dall’alto”, afferma il presidente di Coldiretti Cagliari, Giorgio Demurtas. “Non si può chiedere a un’intera comunità di restare ferma, mentre agricoltori e allevatori vedono bloccate possibilità di investimento e di futuro”.
Coldiretti Cagliari sottolinea come il percorso di elaborazione del piano sia stato caratterizzato da una comunicazione carente e da una scarsa partecipazione, elementi che oggi si riflettono in un clima di forte contrapposizione e in un rallentamento amministrativo che pesa soprattutto su chi vive e lavora nelle campagne.
“Congelare il territorio significa impedire alle aziende agricole di accedere a misure fondamentali per la gestione della risorsa idrica e per la sicurezza delle attività produttive”, evidenzia il direttore Giuseppe Casu. “L’annullamento della delibera è l’unico atto che può riaprire immediatamente le porte alle provvidenze disponibili e consentire di costruire un nuovo PUC, tecnicamente solido e davvero condiviso con la popolazione”.
Per Coldiretti Cagliari, serve dunque un nuovo avvio del percorso urbanistico, fondato sulla tutela del territorio ma anche sul riconoscimento delle legittime esigenze di sviluppo delle imprese agricole e delle famiglie che in quel territorio vogliono continuare a vivere e investire. Un equilibrio possibile solo attraverso un confronto reale e partecipato, che rimetta al centro lavoro, produzione e futuro delle campagne.